1 agosto 2008

C’è una Sinistra…

C’è una Sinistra che non si è fermata al 14 aprile ma di quella sconfitta elettorale ha raccolto gli ammonimenti per ragionare su se stessa, per rimediare ai propri errori, alle infinite liturgie, ai peccati di presunzione.
C’è una Sinistra che ha deciso di proporre un processo costituente che non sia la semplice somma delle appartenenze ma un’esperienza di innovazione profonda. Un progetto politico che raccolga esperienze, culture, passioni civili e tensione morale. Un progetto condiviso, costruito dal basso, capace di affrancarsi dalla prudenza dei “gruppi dirigenti”, dalla ritualità delle attese e dei rinvii. Sapendo che, nel paese, la sinistra sociale e civile è molto più avanti dei congressi che hanno preteso di rappresentarla.
La risposta che arriva da questi congressi ci dice che non tutti saranno disponibili. Amici e compagni che su questo tema si erano spesi con passione, si mostrano adesso tiepidi, preoccupati di non abbattere i recinti delle loro storie, come se l’ostacolo oltre il quale lanciare il cuore sia diventato improvvisamente troppo alto.
L’ostacolo è sempre lì, di fronte a noi. E’ un muretto sgretolato, fatto di diffidenze, calcoli, ansie identitarie. Davanti a questo muretto è franata l’esperienza di Sinistra Arcobaleno, un generoso progetto comune che si è risolto in un cartello elettorale, un’intesa di vertici di partito in cui ciascuno restava geloso del proprio nome, della propria storia, dei propri inossidabili simboli…Siamo stati sconfitti perché siamo apparsi per ciò che eravamo: una collezione di piccole patrie senza un progetto per il paese. Se la sfida oggi dovesse ridursi a conservare confini e bandiere di quelle patrie, vorrebbe dire che il cuore è rimasto inchiodato a terra. Da questa parte del muro.
Non per noi. Non per Sinistra Democratica che rilancia in questi giorni il proprio impegno per un processo costituente a sinistra: urgente, rigoroso, largo, aperto. La Costituente su cui siamo impegnati non è la liquidazione dei partiti della sinistra ma un cantiere politico che porta in sé lo sforzo di una ricerca, la scelta di misurarsi con nuovi linguaggi, nuovi riferimenti, con un nuovo sguardo sulle cose di questo tempo. Il punto d’arrivo è una nuova sinistra, capace finalmente di riorganizzare e spostare in avanti i segni di tutte le culture che si porta dentro. Non un museo ma un laboratorio. Non una somma di recinti (i socialisti con i socialisti, i comunisti con i comunisti, gli ambientalisti con gli ambientalisti, la società civile con la società civile, i radicali con i radicali…) ma un campo da seminare insieme. Con un primo urgente banco di prova: la riorganizzazione di un’opposizione di cui oggi il paese & egrave; orfano, un’opposizione che rimetta al centro dell’agenda politica quei temi – il lavoro, la precarietà, le disuguaglianze, le nuove povertà, i diritti negati, le garanzie violate - che il governo Berlusconi considera poco più che bottino elettorale.
La Costituente di Sinistra non subirà alcuna moratoria: è già in campo, e ci impegneremo perché possa confrontarsi con gli elettori già a partire dalle amministrative e dalle europee del prossimo anno. Certo, nessuno è così ingenuo da pensare che a un nuovo soggetto politico della sinistra si possa arrivare in pochi mesi con un frettoloso atto notarile. Ma nessuno può fingersi talmente sprovveduto da pensare che questo processo possa essere rimandato a tempi migliori. Il tempo per la Costituente di Sinistra è adesso, perché adesso va ricostruito un centrosinistra di nuova cultura politica, perché adesso va restituita visibilità e responsabilità a tutte le voci della sinistra, perché questo ci chiedono gli elettori che il 14 aprile ci hanno voltato le spalle e che non vogliono dover continuare a scegliere tra partiti brevi e chiusi, parole desuete, reducismo… Quattro congressi, dodici mozioni: questo è il presente della sinistra italiana. Non può essere anche il futuro.
Sinistra Democratica lo ha sostenuto nella propria assemblea nazionale: dobbiamo aprire un cantiere, discutere e lavorare insieme su forme, modalità, tempi e soprattutto contenuti. Insieme non significa nel chiuso dei nostri gruppi dirigenti. Pensiamo alla domanda di nuova politica che arriva dalla sinistra sociale e diffusa: decine di associazioni, percorsi collettivi, storie individuali di impegno e di militanza, di pensiero critico e di battaglia politica che in questi anni hanno rappresentato – da Vicenza a Palermo, da Firenze a Locri - la migliore coscienza civile del paese: la Costituente è il luogo politico in cui ciascuna di quelle storie può ritrovare voce, sovranità, responsabilità.
Dobbiamo fare presto e bene. Evitando che a decidere per noi sia una nuova legge elettorale. Far nascere un progetto unitario come una necessità legata alle cifre di uno sbarramento sarebbe una fuga, non una scelta. Gli elettori ci hanno detto che dalla sinistra non vogliono finzioni o tatticismi ma assunzione di responsabilità. Per questo chiediamo a chi si riconosce in questa urgenza e in questo percorso di farsi avanti: la Costituente di Sinistra deve essere un processo plurale, aperto, inclusivo. Di pari dignità, di reciproca responsabilità. Senza ospiti né padroni di casa. E’ ciò che il paese si aspetta da noi.
CLAUDIO FAVA

3 febbraio 2008

“Lettera Aperta” al Sindaco di Rocca di Papa

Il nuovo parcheggio funzionerà davvero?

Signor SINDACO,

aspettavamo da tanto tempo l'inaugurazione del parcheggio di Piazza Claudio Villa, per vedere proprio chi avrebbe avuto il coraggio di

contrabbandare uno scempio per un'opera pubblica.

Non esistono altre parole per descrivere un'opera che ha distrutto una delle più belle aree ottocentesche dei Castelli Romani. Sarebbe bastato soffermarsi sulle foto antiche, contenute nel libro recentemente presentato in Consiglio Comunale, per accorgersi che quell'area avrebbe richiesto uno studio più attento.

Tutto è iniziato nel 2004 con la giunta presieduta da Carlo Ponzo ed è proseguito con la SUA.

Il progetto originario è stato stravolto e, senza le autorizzazioni delle amministrazioni preposte alla tutela dei vincoli paesaggistici, sono state apportate variazioni tali da configurare un'opera totalmente diversa.

Anche l'autorizzazione sismica è stata richiesta solo dopo aver realizzato le strutture!


Ma veniamo all'opera!


Avremo un parcheggio interrato caratterizzato da una selva di pilastri, la cui entrata e uscita dovrebbe essere "garantita" da due strette rampe con pendenze oltre l'ammissibilità di legge; due tagli, due muraglie, due scale, un'appendice a forma di aiuola e un ascensore di marmo che, come una tomba, si innalza su tutto e, come tale, sembra racchiudere i ricordi di un giardino che FU.


Lei, Signor SINDACO, dovrebbe renderci edotti sull'incremento dei costi della variante e illustrarci le soluzioni geniali che riguardano:

  1. la realizzazione della scala che nasconde parzialmente la rampae ne ostacola l'accesso;
  2. la muraglia di finto peperino (!) che ostacola visibilmente e pericolosamente l'uscita;
  3. l'uscita della scala lungo Viale Silvio Spaventa che non è rivolta verso il parcheggio ma si immette direttamente sulla carreggiata stradale subito dopo la curva (!!);
  4. l'insensibilità dimostrata verso i diversamente abili con l'inserimento di una serie di gradini lungo il percorso che dai giardini porta alla fine del parcheggio.

UN CONSIGLIO CI PERMETTIAMO DI DARLE: subito dopo il sermone inaugurativo dovrebbe emettere un'ordinanza di chiusura delle rampe e della scala a tutela dell'incolumità dei cittadini.

INVITIAMO TUTTI I CITTADINI A VERIFICARE LE NOSTRE OSSERVAZIONI



30 settembre 2007

Documento presentato nella seduta di Consiglio Comunale del 28settembre2007


Sinistra Democratica
Rocca di Papa





Signora Presidente, Signor Sindaco, Signori Consiglieri

lo scorso mese di Agosto, in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale, il Capo Gruppo de “l’Ulivo per Rocca di Papa” ha comunicato la costituzione di un nuovo gruppo consiliare denominato “l’Ulivo per il Partito Democratico” al quale si apprestano ad aderire i consiglieri, eletti con la Lista de L’ulivo nel Maggio del 2006. Questa decisione è stata presa dai componenti del gruppo, almeno così ha riferito il consigliere Maurizio Querini, in un incontro di maggioranza al quale non sono stato invitato a partecipare. L’incontro poteva essere una occasione per approfondire le diverse posizioni, tra i componenti della maggioranza.

Ritengo indispensabile il confronto delle idee e delle posizioni, su qualsiasi aspetto politico o amministrativo affinchè le decisioni siano il frutto di una aperta e franca discussione. Oltretutto questa decisione cambia sostanzialmente l’idea di coalizione che ha contraddistinto la maggioranza che governa Rocca di Papa.

Ricordo che la coalizione, guidata da Pasquale Boccia, ha vinto le elezioni nel maggio 2006, sotto il simbolo de l’Ulivo: DS, Margherita, PdCI, Repubblicani Europei e indipendenti di sinistra, per intenderci con la veste de l’Ulivo targato 1997. La coalizione aveva anche come compito politico, nel corso della consigliatura, quello di favorire il coinvolgimento dei cittadini - delle associazioni - dei comitati - nelle scelte amministrative ed inoltre, di trovare con le altre forze politiche di sinistra convergenze su temi ed aspetti programmatici per riavviare uno auspicabile percorso comune (Rifondazione e Verdi si erano presentati con una lista alternativa per le divisioni, che in questi anni, si erano registrate nelle vicende politiche roccheggiane).
Il nuovo gruppo consiliare del PD tende ad isolarsi esprimendo una pericolosa presunzione di autosufficienza.

Comunico, pertanto, che da oggi rappresento in questo Consiglio Comunale il gruppo “Sinistra Democratica”
Il gruppo “Sinistra Democratica” si pone come obiettivo politico il dialogo con le altre forze politiche della sinistra: Rifondazione Comunista PdCI e Verdi. Da alcuni mesi tra i partiti della sinistra sono stati avviati incontri e iniziative su alcune tematiche particolarmente sentite dalla cittadinanza (Acqua, GAIA).

E’ altresì noto che il movimento politico Sinistra Democratica si è costituito perché si rafforzino nel nostro paese i valori della “sinistra”. Auspichiamo una grande sinistra: una sinistra critica e di governo, una sinistra del lavoro, della cultura, che sappia dare “voce” a chi non l’ha.

Sinistra Democratica nasce per “Unire la sinistra e cambiare l’Italia”. E’ siamo orgogliosi che in soli 4 mesi di nostra attività politica i partiti - Rifondazione Comunista, PdCI, Verdi e Sinistra Democratica -, hanno deciso di intraprendere un percorso comune per la costituzione di una Federazione che prevede in particolare: una stretta collaborazione dei Gruppi Parlamentari, confronto e azioni comuni negli enti locali, la presentazione di Liste unitarie nelle prossime competizioni elettorali. Lavorare quindi per un grande soggetto unitario e plurale della sinistra italiana, per dar vita ad un vero laboratorio di idee che sappia produrre cultura e politica, mobilitare energie, parlare ai tanti che in questi anni si sono mobilitati per affermare i diritti del lavoro, della libertà, della pace, dell’ambiente. Rinnovare e unire la sinistra non è un percorso semplice né scontato. Occorre coraggio e spirito unitario.

Diamo un giudizio negativo su regole e comportamenti della politica che danno spazio alla crescita di una protesta contro la politica in generale, alla quale occorre reagire con una forte iniziativa contro i costi impropri, gli sprechi e i privilegi del sistema politico, e per far valere strumenti e forme di partecipazione popolare.

Noi proponiamo un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale, l’eguaglianza, i diritti, la qualità sociale e la pace.

Riteniamo che la politica economica restrittiva e di riduzione indiscriminata della spesa pubblica rischia di avere pesanti conseguenze: compressione dell’economia reale, diminuzione dei salari, crescita del malessere sociale e degrado dei servizi pubblici. Non può esserci solo il problema dei conti pubblici, c’è un pesantissimo “debito sociale ed ecologico” con il quale dobbiamo fare i conti: scuola, politiche a sostegno dei giovani, sanità, welfare, ricerca, ambiente, energia pulita (no al carbone e al nucleare).

Noi sosteniamo fortemente il governo Prodi ma diciamo che bisogna far seguito al programma elettorale sottoscritto, che tra l’altro prevedeva: superamento della Legge 30, omogeneizzare le rendite finanziarie in una unica aliquota (per esempio al 20% in modo da salvaguardare i piccoli risparmiatori – che oggi vengono tassati al 27% - ed incidere più pesantemente sulle reali rendite finanziarie – che oggi vengono tassate al 12,5%).

Riteniamo necessario che si prendano iniziative per ridurre sensibilmente il cosiddetto “costo della politica”: riduzione dei parlamentari, dei consiglieri regionali, dei ministri e degli assessori (di tutti i livelli istituzionali); necessita una drastica riduzione delle spese militari mentre riteniamo necessario investire maggiormente nella ricerca scientifica e per la salvaguardia ambientale.

Non è certo la manifestazione del 20 ottobre che mina il governo! Sono invece le continue dichiarazioni, di esponenti di primo piano del nascente Partito Democratico, che propongono coalizione di nuovo conio, nuove leggi per assicurare maggiore sicurezza che, invece di colpire la mafia o la criminalità più o meno organizzata, infieriscono con chi già è emarginato ed è costretto a mendicare come i cosiddetti “lavavetri”.

Il gruppo consiliare “Sinistra Democratica” sostiene il Sindaco e il programma elettorale con il quale ci siamo presentati alla cittadinanza. Auspichiamo che il Sindaco continui ad essere la sintesi di tutta la maggioranza e sia il garante del citato programma.

Sinistra Democratica tiene a sottolineare le criticità che si riscontrano nella realizzazione del programma e nella gestione amministrativa alle quali è necessario porre rimedio in tempi brevi:
· il “malessere” della cittadinanza, che non comprende le motivazioni che hanno indotto questa amministrazione a dover aumentare notevolmente la TARSU e l’addizionale Irpef. Nel contempo la gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani è notevolmente peggiorata rispetto agli anni precedenti. Inoltre, in questi mesi, pervengono, da parte di “Acque Potabili Spa”, fatture per consumo di acqua sempre più onerose e senza che ci sia stata adeguata informazione. Questi aumenti creano, in generale, grossi problemi, ma per le famiglie monoreddito e per i pensionati, in moltissimi casi, l’unica strada percorribile è quella di ricorrere ad un ulteriore indebitamento;
· la necessità di approfondire le reali motivazioni che hanno portato il consorzio GAIA a questa pesante situazione finanziaria (responsabilità gestionali e responsabilità politiche), mentre è doveroso: salvaguardare i posti di lavoro, aumentare la “differenziata”, confermare la struttura pubblica di gestione dei rifiuti solidi;
· la preoccupazione che la fase di pubblicazione, delle osservazioni e delle controdeduzioni possa stravolgere i criteri con il quale è stato redatto il PUGC. Il Piano cosi come è stato adottato può e deve essere solo migliorato eliminando alcune anomalie (secondo i criteri: della sostenibilità, della tutela del territorio e della “Opzione Zero”). Questa preoccupazione è suffragata dal fatto che in questi ultimi mesi il “Forum di Agenda 21” non è stato più coinvolto. Inoltre auspichiamo che questa fase molto delicata venga seguita dall’Urbanista che ha redatto il Piano (Arch. Marco Putano);
· l’attuazione dei Piani (Piano Particolareggiato delle Calcare, Giardino degli Ulivi) evidenzia: una carenza di impianti di urbanizzazione primaria che mettono in seria difficoltà una già precaria situazione del Territorio, nonché uno studio che possa far fronte alla carenza delle risorse idriche. La realizzazione delle “residenze” deve essere subordinata alla preventiva realizzazione delle citate opere di urbanizzazione (abbiamo seri dubbi che questo vincolo possa essere verificato e quindi applicato);
· la necessità di attivare con priorità assoluta un controllo della efficacia degli impianti di depurazione, di come potrebbero essere meglio gestiti e dei relativi costi;
· la gestione oculata del patrimonio boschivo e della repressione dell’attività edilizia abusiva, considerato il livello di degrado a cui si è arrivati in questi ultimi anni, deve diventare una reale priorità. L’ambiente, come si è voluto giustamente enfatizzare nel programma, è il valore aggiunto del nostro Territorio;
· la trasparenza amministrativa deve continuare ad essere una regola inderogabile e pertanto devono essere rimossi tutti quei “casi” che possono destare dubbi o perplessità (responsabilità amministrative legate ad attività sul territorio, revisore dei conti che copre analogo incarico in una società nella quale il Comune è socio e alla quale sono stati affidati servizi di notevole rilevanza finanziaria – vedi ASP Ciampino );
· va posta particolare attenzione nella progettazione e nella esecuzione delle opere pubbliche. Riteniamo che il parcheggio di p.za Claudio Villa sia stato realizzato (come dichiarato dall’ing. progettista) in difformità dal progetto originario e che la relativa “variante” non abbia riportato i necessari nullaosta. Su questo punto auspichiamo che l’assessore di competenza intervenga urgentemente e verifichi le eventuali responsabilità tecniche e finanziarie;
· registriamo che l’organico amministrativo del Comune, oltre che essere sottodimensionato, è prevalentemente composto da “precari”. Inoltre assistiamo ad una continua “fuga” di persone con incarichi di responsabilità. Sono “questioni” alle quali si devono dare segnali chiari di intervento per migliorare la gestione amministrativa. E’ prioritaria una approfondita rivisitazione delle “aree amministrative” che preveda la valorizzazione e la crescita professionale dei dipendenti comunali attraverso concorsi interni;
· registriamo che sempre più frequentemente le associazioni roccheggiane non vengono adeguatamente sostenute, come è avvenuto recentemente con l’Associazione Aurora, che dopo tanti anni di efficace lavoro nel tessuto sociale della città, rischia l’esistenza stessa con pesante ricaduta occupazionale. Il variegato mondo del volontariato e dell’associazionismo deve essere maggiormente sostenuto ed incentivato;
· è necessario, vista la situazione finanziaria dell’amministrazione, che si riducano sensibilmente gli incarichi assessorili (proponiamo la riduzione di n. 2 assessori) in modo da dare alla cittadinanza un segnale forte e responsabile di contenimento dei costi della politica.

Queste nostre preoccupazioni vogliono essere uno stimolo per intraprendere un’ azione amministrativa più incisiva a sostegno della realizzazione del programma e per consentire stabilità politica.

Riteniamo che la “fase” preparatoria del Bilancio di Previsione 2008 potrà essere più agevole garantendo l’effettiva partecipazione: dei cittadini, delle associazioni, dei comitati di quartiere, delle forze politiche e sindacali.

24 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA

Si è costituito anche a ROCCA di PAPA il comitato promotore del movimento politico della “Sinistra Democratica. Per il Socialismo europeo”.

Dopo l’assemblea nazionale del 5 maggio tenutasi al Palazzo dei Congressi a Roma, durante la quale davanti a migliaia di sostenitori il ministro della Ricerca scientifica, Fabio Mussi e il vicepresidente del Senato, Gavino Angius, hanno lanciato Sinistra Democratica, si è aperta la fase di organizzazione dei comitati locali.
Lo scorso 12 maggio, le compagne e i compagni che all’ultimo congresso dei Democratici di Sinistra facevano riferimento alla mozione “A sinistra per il socialismo europeo” hanno deciso di aderire al nuovo movimento, costituendo anche a Rocca di Papa il comitato promotore.
Il Movimento Politico è aperto alla partecipazione di chiunque condivida l’esigenza di avere una forte, autonoma e unitaria Sinistra in questo paese.
L’obiettivo di Sinistra Democratica sia a livello nazionale, sia a livello locale, è in effetti quello di avviare un processo costituente che consenta alle varie organizzazioni politiche della Sinistra italiana di riunificarsi.
L’orizzonte politico di Sinistra Democratica rimane il rafforzamento della coalizione di Centro-Sinistra.
Non vedremo nel futuro Partito Democratico un avversario, ma un alleato con cui sconfiggere la Destra e trasformare l’Italia.
In particolar modo, Sinistra Democratica, a Rocca di Papa vuole porre al centro della propria azione politica i temi del rispetto della legalità e della questione morale, della tutela dell’ambiente e della rappresentanza degli interessi dei lavoratori e dei più deboli.
Su questi argomenti il nuovo movimento intende costruire iniziative unitarie con le altre forze politiche della Sinistra.

10 maggio 2007

E' nata la sinistra democratica


Manifesto Programmatico
“Per il socialismo del futuro” è una tavola di valori, uno sguardo critico aperto sul mondo contemporaneo. È proposto da compagne e compagni che vengono da diverse esperienze politiche e da diverse collocazioni nei precedenti congressi dei Ds.
Nasce dalla consapevolezza delle difficoltà culturali e politiche che attraversano la sinistra italiana e la sua principale forza politica.
La proposta del gruppo dirigente dei Ds di dare vita a una nuova formazione politica che porterebbe al superamento del partito dei democratici di sinistra ci vede nettamente contrari.
Noi vogliamo difendere, sviluppare e rinnovare profondamente i Ds come grande forza di ispirazione socialista pienamente inserita per Partito del Socialismo Europeo.
Questo documento non è ancora la mozione congressuale. Vuole essere un contributo che proponiamo alla discussione dei nostri iscritti e tra i tanti che guardano con attenzione e interesse alla nostra iniziativa politica. È un punto di partenza che dovrà essere arricchito col contributo di tante e di tanti in un percorso partecipato che organizzeremo nelle prossime settimane per giungere a una stesura definitiva e largamente condivisa.
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PER IL SOCIALISMO DEL FUTURO
I VALORI
• Il mondo domanda un nuovo socialismo. Mai come ora si era esteso il mercato globale, mai come ora aveva dominato la merce. Mai l'umanità aveva visto crescere come ora il lavoro salariato e il lavoro intellettuale. Mai le reti di comunicazione erano state così sviluppate, consentendo a tutti di sapere di tutti, scoprendo così in piena luce l'ingiustizia, la disuguaglianza, la povertà, la violenza. Mai come ora i popoli hanno intrecciato tanto strettamente i loro destini. Mai prima d'ora l'economia aveva fatto tanto gravare sull'umanità la minaccia di una catastrofe ambientale.
Lavoro, pace, libertà, laicità, sostenibilità sono i valori del nuovo socialismo.
Estendere le libertà individuali e i diritti di cittadinanza; affermare e diffondere la democrazia; mettere in valore la libertà e la differenza femminile; distribuire i benefici universali della conoscenza e della tecnica; ridistribuire secondo principi di equità la ricchezza e assicurare a tutte le donne e gli uomini del pianeta la libertà dal bisogno; sostituire la cooperazione internazionale alle politiche di forza; proteggere l'integrità della terra per le generazioni presenti e quelle future; contrastare le neoideologie tribali, razziste, etnocentriche, fondamentaliste sono i tratti del suo programma.
• Nel corso dell'800 e del 900 la crescita dei capitalismi nazionali, pur attraversando drammatici conflitti, è stata accompagnata dallo sviluppo della democrazia e dello stato sociale. Il pensiero della libertà, il movimento socialista ispirato ai principi della democrazia, i movimenti anticolonialisti ne sono stati i principali attori.
Ora è necessario un processo analogo su scala globale. Con lo sviluppo di istituzioni economiche che regolino il mercato, portino lo sviluppo là dove spontaneamente non arriva (a partire dall'Africa), contribuiscano a edificare una economia per tutti gli uomini, protagonisti e non sfruttati. Con l'edificazione di istituzioni politiche sovranazionali che prefigurino un governo democratico e solidale del mondo.
Per questo l'Europa politica è una buona carta nelle mani dell'umanità. Lo spazio politico primario in cui si muove la sinistra italiana.
• Costruire la pace è il primo imperativo della politica mondiale. La guerra non è una soluzione, come dimostrano chiaramente gli eventi mediorientali. Per questo deve essere rilanciato il processo del disarmo. Il mondo è in pieno boom di spese militari, salite a oltre 1000 miliardi di dollari l'anno, la metà dei quali nel bilancio degli Usa. È ripresa la spinta verso la costruzione di nuove armi atomiche, chimiche, batteriologice. Una quota crescente del surplus mondiale finisce in armamenti.
L'uso della forza militare per fermare i conflitti, evitare il genocidio, mantenere la pace è legittimo solo quando è nell'ambito delle Nazioni Unite e della condivisione nella comunità internazionale. Questa legittimità deve essere accompagnata dalla capacità di prevenire i conflitti intervenendo sulle cause.
La civiltà umana è una. Le culture diverse possono trasmettersi reciprocamente principi universalistici, come quelli della libertà delle donne e della democrazia, solo fuori dalle logiche di dominio e dallo spirito di guerra. La non violenza è un valore cui tendere.
• Deve essere pattuito nel mondo un nuovo inventario dei beni comuni dell'umanità, non disponibili per interessi privatistici o speculativi, e messi al riparo dall'egoismo e dall'avidità:
• beni comuni naturali: acqua dolce, mari e oceani, foreste, spazio;
• accesso di tutti ai medicinali e alle cure sanitarie;
• equa distribuzione del sapere, dell'informazione e della tecnologia.
Gli “Obiettivi di sviluppo del Millennio” indicati dalle Nazioni Unite, non possono essere accantonati.
• Nel nuovo secolo l'umanità deve affrontare la sfida più alta: quella, a popolazione ed economia crescenti, del progressivo esaurimento dei combustibili fossili e del riscaldamento del pianeta.
Una tale sfida comporta radicali cambiamenti nella economia e nella società, ed un inedito salto tecnologico verso sistemi di risparmio energetico e verso nuove fonti rinnovabili e non inquinanti.
Il tempo stringe e l'impresa richiede una organizzazione su larga scala dell'istruzione, della scienza, del modo di produrre, ed un gigantesco piano di investimenti.
L'ecologia diventa parte essenziale di un socialismo moderno e dello stesso governo razionale del mondo.
6) Scienza e conoscenza sono gli strumenti più formidabili che ha a disposizione l'umanità. Per il piacere della scoperta senza la quale non ci sarebbe storia umana, e per i benefici che porta con sé.
In tutto il mondo c'è una esplosione degli investimenti in formazione e ricerca. È vero che quando la scienza produce tecnologia che sale verso le alte energie e scende nei meccanismi della vita, si pone la questione dei limiti e delle regole. Ma la libertà della scienza, conquistata faticosamente agli albori della modernità, è un valore irrinunciabile.
7) Il pluralismo delle scelte etiche – individuali e comunitarie – è il cuore della libertà. Il principio della laicità dello stato, perciò, non è negoziabile: esso è la condizione primaria del pluralismo delle scelte, comprese quelle religiose.
Sugli stili di vita dei cittadini e sull'autonomia di scelta delle persone non possono gravare obblighi di stato. Sessualità, procreazione, relazioni familiari si confrontano liberamente in una società ospitale per tutti.
• Le forze socialiste rappresentano il lavoro su scala globale. Il diritto al lavoro costituisce la base stessa dei diritti umani. L'obiettivo storico di una occupazione buona, piena e stabile per tutti non è tramontato.
In Occidente i caratteri del lavoro sono profondamente cambiati. Siamo di fronte ad una moltitudine di lavori, più flessibili. Ma l'esistenza di un esercito industriale di riserva (lavoro nero, lavoro precario, lavoro degli immigrati sotto pagati), il crescente divario di potere tra l'impresa e il lavoratore, il crescente divario di reddito tra management e lavoro dipendente, non dipendono dalla tecnica.
Essenziale è garantire una forte rappresentanza sindacale e una forte rappresentanza politica dei lavoratori di ogni livello. Il corporativismo soffoca le energie della società.
Le forze socialiste affermano l'universalità dello stato sociale, nella sanità, nell'istruzione, nella previdenza, nella assistenza. L'evidente necessità di un “nuovo welfare”, più rivolto alla persona, più efficiente e fiscalmente sostenibile, non comporta lo “stato minimo”. E se l'azione diretta dello stato può essere in molti casi sussidiata dal settore privato, dal volontariato e da no-profit, i compiti fondamentali restano non delegabili.
Nell'economia sociale di mercato l'impresa, che ha un ruolo essenziale, deve formarsi alla cultura della sua responsabilità sociale.
• Democrazia senza forti partiti politici, portatori di valori, idee, memoria, coscienza, non si dà. Non si dà una stabile funzione nazionale di partiti politici che non siano portatori di una etica. L'etica pubblica è il principale valore immateriale su cui si reggono le nazioni.
Dell'etica pubblica gli elementi fondamentali sono il rifiuto di ogni commistione tra affari e politica e il comportamento rigoroso nell'uso del pubblico denaro. Un partito moderno deve fondarsi su una pratica politica di tipo nuovo, caratterizzata dal ruolo attivo degli iscritti, dalla partecipazione democratica, da regole certe e trasparenti, da un pluralismo riconosciuto come ricchezza e non come disvalore.
Se i partiti divorziano dall'etica diventano macchine elettorali di potere, che finiscono per rappresentare lo stesso ceto politico che selezionano nelle istituzioni locali e nazionali. Bisogna spezzare questo circolo vizioso, ripristinando il primato dei rappresentati, riducendo i costi della politica, valorizzando il volontariato e l'impegno generoso e gratuito, la bellezza della partecipazione democratica e dell'impegno civile e sociale.
IN ITALIA, UNA GRANDE E UNITARIA FORZA,DI SINISTRA E DI ISPIRAZIONE SOCIALISTA
• L'Italia si governa con una alleanza democratica larga. L'Ulivo ha fatto crescere questa idea, l'Unione l'ha realizzata.
È stata battuta finalmente la destra populistico-plebiscitaria costituitasi attorno a Berlusconi.
Ora il successo del Governo di Centrosinistra, presieduto da Romano Prodi, è fondamentale, per evitare una regressione della vita nazionale che può spingersi anche ad una crisi di regime democratico, e per aprire la prospettiva di un profondo rinnovamento della vita civile, democratica e sociale del Paese. A questo impegno ci sentiamo assolutamente vincolati.
11) L'Italia, per oggi e per domani, ha bisogno di una forte, autonoma sinistra di ispirazione socialista, parte del socialismo europeo, aperta ai movimenti e alle culture critiche che si sono formate fuori dal campo socialista tradizionale. È questa la condizione per rispondere positivamente alle nuove contraddizioni e ai problemi del nostro tempo e del nostro Paese. L'ipotesi di una “sinistra di centro”, che pure ha attraversato alcune forze del socialismo europeo, appare sempre più inadeguata ed è in discussione negli stessi paesi che l'avevano sostenuta.
La proposta del partito democratico si presenta non solo come sviluppo di quella ipotesi ma va oltre. Un partito che, già nel nome e nel simbolo, perde i riferimenti alla sinistra e al socialismo. Un partito che non ha corrispondenza in Europa.
12) Ci rivolgiamo a tutta la sinistra italiana , che rappresenta tanta parte della politica, della società, della cultura del nostro Paese. A tutta la sinistra, che condivide oggi responsabilità di governo.
Molte delle divisioni del passato non hanno più ragione d'essere. Occorre radicare in Italia, e offrire alle nuove generazioni una grande forza di sinistra, capace di affrontare la sfida del governo, collegata ad altre grandi forze del socialismo democratico dell'Europa e del mondo.
Si può aprire un processo nuovo.